I denti del giudizio sono i denti che si formano per ultimi in fondo alle arcate dentali. Genericamente spuntano dal diciottesimo anno di età in poi ma non sempre perché le mascelle dell’uomo moderno, che con i millenni ha modificato la sua alimentazione, non riescono ad accogliere tutti e trentadue i denti. Se vi è sufficiente spazio lo sviluppo del dente non dà luogo a effetti collaterali, ma soltanto un lieve dolore nel momento in cui sta uscendo fuori. Se invece lo spazio è minore il dente del giudizio potrebbe restare bloccato dal molare a fianco. Per questo motivo potrebbe uscire solo in maniera parziale e rimanere incluso nella gengiva, causando un gonfiore della gengiva e rendendo più difficile la pulizia.

In ogni caso è l’esame radiografico a indicare come esattamente è posizionato il dente e quanto sia effettivamente lo spazio a sua disposizione.

La terapia può partire da un igiene più accurata che preveda l’utilizzo di un collutorio, a base di clorexidina per ridurre l’infiammazione. Già un risciacquo con acqua tiepida e sale è un modo per pulire meglio la propria bocca.  Nel caso in cui il dolore persista occorrerà valutare l’utilizzo di farmaci ed eventualmente l’estrazione. L’estrazione è la soluzione estrema a questo tipo di problema e si adotta quando è evidente che lo spazio a disposizione non sia sufficiente ed è la causa del dolore o dell’infiammazione oppure quando il dente è uscito parzialmente ma è cariato.

L’estrazione non è un intervento complicato anche se è più facile estrarre un dente superiore che inferiore. Inoltre l’intervento non genera alcuna conseguenza, fatta eccezione per i pochi giorni immediatamente successivi fino a quando la gengiva non si sarà rimarginata. Durante questa fase occorre mangiare cibi non caldi e liquidi per evitare problemi di sanguinamento e mantenere la zona assolutamente pulita.